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IL BLOG DI ICARUSBenvenuti! lasciate un commento o un saluto nel guestbook in fondo alla pagina .Grazie
July 23 IDOSE : CYBER-DROGAidose Cyber-droghe: dalla siringa alle cuffie ![]() Nel 1981
esce nelle sale cinematografiche il film “Brainstorm: generazione elettronica”, interpretato da Christopher
Walken e Natalie
Wood.
Nel 1995
esce “Strange Days” il
film prodotto e scritto da James Cameron.
In luglio
2008 il Gat, il “Nucleo speciale frodi telematiche” della Guardia di
Finanza scopre su internet un traffico di “cyber-droghe”, in pratica
“brani musicali”, “sequenze sonore” che riescono avere sulla
psiche delle persone che le ascoltano, effetti simili alle droghe
tradizionali.
Alla domanda
della Falcetti in merito alle istruzioni per l’uso, il colonnello
risponde che purtroppo non si tratta di una bufala “perché è tecnicamente possibile”.
Quello che
dovrebbe far pensare è che la tecnica usata nelle cyber-droghe, è
molto versatile: una frequenza sub-sonica, non si percepisce, e quindi
può essere inserita nei messaggi vocali, nelle suonerie dei cellulari
(distribuite gratuitamente o acquistabili per pochissimi euro!), nei
brani musicali, mischiata all’audio televisivo, ecc.
Diversi
ricercatori del secolo scorso, soprattutto russi, sono riusciti a
stabilire le frequenze specifiche di ogni organo umano (visto che la
materia è energia). Questo significa che il fegato, il cuore e tutti
gli apparati hanno una loro frequenza specifica. Conoscendo queste
frequenze è possibile inviare delle vibrazioni specifiche che possono
interagire direttamente con l’organo corrispondente.
July 03 VIVERE VIVERE ALEXANDER POPE Ci si affanna ad esistere,ci si affanna a capire, a spiegare. Si vive senza vivere, si pensa senza pensare. Nulla è + vuoto di una riflessione esistenziale. Sai perchè? perchè non siamo...nulla. Bella considerazione, peccato che non abbia senso, visto che è solo una riflessione esistenziale che come ho detto non vale nulla. Si lo so ma c'è bisogno anche di riflettere sul nulla se non altro per elevare la nostra piccola mente verso pensieri cosmici e astratte percezioni che inebriano la nostra esistenza poco nobile. Una vita saggia è una nobile vita...NO! una vita saggia è una vita sprecata. Anche una vita indecorosa e superficiale è una vita sprecata. Come è una vita perfetta? ancora non lo so. Ne ho un'idea,ci sto lavorando su no non è vero attendo solo, sperando che la teoria della vita senza attesa sia esatta. Vivere senza attese ne pretese,vivere perchè per morire c'è tutta la vita. July 01 QUESTA TRISTE DERIVA...QUESTA TRISTE DERIVA... Di Luca Trinchieri Roma - C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice - non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione econ le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera». Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più...». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati - 7 persone, tutte straniere - non sono più a vista, lo lascia andare. A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate - aggiunge guardandomi negli occhi - perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque. Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto - ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? - mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito - si spiega - hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate. Evviva. June 27 ESERCITI IN C ITTA'GLI ESERCITI NELLE CITTA' DEL FUTURO
Ecco cosa riporta il “Rapporto
Urban Operations in the Year
2020”
redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030). Ricapitolando:
-------------------- Questa affermazione non è l'ennesimo tentativo maldestro
di voler accollare a carico dell'Alleanza militare occidentale oscuri
disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di
nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del
Pentagono e riguardanti l'uso degli eserciti nelle megalopoli del
futuro. Lo
studio NATO U.O.
(Urban Operations) 2020
Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali
capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle
complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione,
scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi
strati sociali,coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e
attività multinazionali
Piccoli
interventi crescono.
Il ruolo
italiano nella costituzione dell'esercito internazionale
antisommossa Da quando l'Italia si è impegnata a fornire personale
nelle guerre umanitarie, aree militari sono state attrezzate per
ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà,
assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all'estero, mentre gli
stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente,
nell'ambiente metropolitano, con l'impiego di ordine pubblico quotidiano
sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto grazie al nuovo
decreto sulla sicurezza del governo berlusconi vedremo operare nelle
grandi città e a guardia di siti di rilevanza nazionale: discariche
centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori ecc. Il Reparto Logistico
- Progetto tecnologie avanzate.
I ROBOCOP imperiali.
Il programma armi
non letali.
Per le operazioni antisommossa e di controllo urbano lo
stato maggiore dell'esercito italiano sta definendo un programma di
sviluppo di armi letali/non letali, in particolare fucili automatici
dotati di puntamento ottico, che farebbero uso di "proiettili ad
alta deformabilità e ad energia cinetica costante.” Grandi affari quindi per le industrie che con molta
discrezione da 10 anni (con l'assenso di governi di centro sinistra e
centrodestra succedutisi alternativamente) a questa parte stanno
tessendo una lunga rete trasversale di simpatie e di interessi e che non
vedono l'ora di mostrare l'efficacia dei nuovi prodotti sui corpi di
clandestini, accattoni, prostitute, drogati e scippatori, prima o poi su
sovversivi contestatori di una società che produrrà miliardi di
diseredati e un pugno di nababbi, infine sull'umanità sofferente del
terzo millennio.
Antonio Camuso
June 20 DNA PER DEPURARE L'ACQUA Nuova tecnica
possibile per la depurazione dell’acqua potabile
Link ufficiale: www.physorg.com/news131712320.html Uno strumento genetico utilizzato da ricercatori medici potrebbe essere applicato per la rimozione di microbi dannosi e virus presenti nell’acqua potabile. Da una serie di esperimenti basati su semplici concezioni,
gli ingegneri della Duke University hanno dimostrato che un breve tratto
di materiale genetico potrebbe bloccare la ripetizione di un importante
gene presente in un comune fungo trovato nell’acqua e interromperne
l’azione.
“Gli elementi
patogeni, sia di natura batterica che virale, rappresenta una delle
maggiori minacce per l’acqua potabile tanto nei Paesi sottosviluppati
quanto nei Paesi sviluppati,” dice Sara Morey, responsabile del
progetto Ph.D. nel laboratorio di Claudia Gunsch, assistente alla
cattedra di ingegneria civile presso
la Duke
’s Pratt School of Engineering. “Abbiamo
raccolto dati che possono mettere a tacere l’azione uno specifico gene
presente in un fungo dell’acqua, che ci porta a credere che la
micro-RNA sia una promessa nella creazione di un eventuale strumento per
la distruzione di questo gene, per l’impedimento della proliferazione
di batteri e virus che si formano nell’acqua”.
Oltre a contribuire alla risoluzione dei problemi legati
all’acqua potabile nei Paesi sottosviluppati, questo nuovo metodo
potrebbe rappresentare una soluzione anche per i Paesi più avanzati,
dice
la Morey. L
’impiego dei metodi finora utilizzati per il trattamento dell’acqua
– cloro e raggi ultravioletti (UV) – può risultare costoso e il
risultato del trattamento stesso potrebbe interferire con il sapore e
l’odore dell’acqua.
Se all’interno dell’impianto i raggi ultravioletti sono
molto efficaci per la neutralizzazione degli elementi patogeni, non
hanno effetto una volta che l’acqua è stata pompata.
La Gunsch
dice che molti elementi patogeni stanno sviluppando una propria
resistenza agli effetti del cloro e dei raggi UV, quindi si necessitano
nuove opzioni.
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un elenco di siti dai quali scaricare programmi alternativi a quelli Microsoft, funzionali e completamente gratuiti
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