<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://touching-the-sun.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2ftouching-the-sun.spaces.live.com%2fcategory%2fECONOMIA%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>IL BLOG DI ICARUS: ECONOMIA</title><description /><link>http://touching-the-sun.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&amp;_c=BlogPart&amp;partqs=catECONOMIA</link><language>en-US</language><pubDate>Tue, 19 Aug 2008 20:13:58 GMT</pubDate><lastBuildDate>Tue, 19 Aug 2008 20:13:58 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><cf:parentRSS>http://touching-the-sun.spaces.live.com/blog/feed.rss</cf:parentRSS><live:type>blogcategory</live:type><live:identity><live:id>5414825038112796330</live:id><live:alias>touching-the-sun</live:alias></live:identity><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>LA DITTATURA DELLE ASSICURAZIONI</title><link>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!696.entry</link><description> 
&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font size=6&gt;&lt;b&gt;&lt;font face=Verdana&gt;LA
DITTATURA DELLE ASSICURAZIONI&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;

&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;Alcune
compagnie hanno iniziato a fornire un servizio di assicurazione a
percorrenza ma, se proverete ad inserire i vostri dati, scoprirete
che sarà conveniente solo per percorrenze inferiori ai 10.000
Km annui (praticamente, sui 5.000, se vorrete avere una discreta
convenienza), quando il dato più comunemente accettato (Fonte:
Eurispes) per la percorrenza media è di circa 15.000 Km annui.
Inoltre, le compagnie chiedono l’installazione del GPS ed i
relativi costi, che ammontano a qualche centinaio di euro l’anno,
secondo la compagnia: il che, rende la &lt;/font&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;&lt;b&gt;proposta
praticamente inattuabile.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;


&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;Perché
all’automobile si applicano due distinti sistemi di valutazione,
ossia chilometri per l’usura e la manutenzione del veicolo, e tempo
per bollo ed assicurazione? &lt;/font&gt;




&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;Se
fosse possibile pagare soltanto i chilometri percorsi (e senza le
solite truffe mascherate) ciascuno di noi potrebbe scegliere più
consapevolmente se usare l’auto. Della serie: vado al bar in bici,
e non spendo proprio nulla. Oppure: ma sì, prendo l’auto,
tanto bollo e assicurazione li pago lo stesso…&lt;br&gt;&lt;b&gt;La
possibilità che una vettura provochi incidenti, deriva dal
tempo che trascorre in strada&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;.
&lt;br&gt;Se la tengo parcheggiata regolarmente sotto casa per un anno
intero  quale probabilità ha di causare un incidente? Zero.
Potrà subire un incidente, ma in quel caso la responsabilità
sarà d’altri. &lt;br&gt;Hanno la stessa probabilità di
causare incidenti, due automobilisti che percorrono rispettivamente
10.000 e 100.000 chilometri l’anno? Dipenderà certo dalla
prudenza, dalla bravura – anche dalla fortuna – ma, rimane il
fatto – inoppugnabile – che più si guida e maggiori sono
le probabilità d’incorrere in un incidente.&lt;br&gt;Eppure
gli assicuratori sono bravi ad eludere il problema, affermando che
gli automobilisti che percorrono pochi chilometri l’anno sono
quelli meno avvezzi alla guida. Oppure che, a percorrere pochi
chilometri, sono i giovani, i quali sono inesperti e causano più
incidenti.&lt;/font&gt;





&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;&lt;b&gt;&lt;font face=Verdana&gt;LA
NASCITA DELLE VERE UTILITARIE&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Nonostante
l’ostracismo delle grandi case automobilistiche, stanno per
arrivare vetture di piccolissima cilindrata, spartane, parche nei
consumi e nel prezzo. Ne è un esempio la piccola &lt;/font&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;&lt;b&gt;TATA
“Nano”&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;, di
soli 623 cm&lt;/font&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;sup&gt;&lt;font face=Verdana&gt;3&lt;/font&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;,
che raggiunge una velocità massima di 80 Km/h . L’auto sarà
messa in vendita (per ora) solo nel mercato indiano, poiché
ritenuta troppo “spartana” per i mercati europei.&lt;br&gt;La
caratteristica principale di queste auto è quella
di dimezzare i consumi, che si aggirano intorno ai 30 Km per litro.&lt;br&gt;Cosa
impedisce di viaggiare su simili auto, per risparmiare intere
superpetroliere di benzina? Le assicurazioni. &lt;br&gt;La “Nano”
costa, in India, 1.700 euro. Sì, avete capito bene: da noi non
si compra manco uno scooter. &lt;br&gt;Sarà pure un’auto spartana
ma, per recarsi al lavoro oppure al supermercato, basta ed avanza.
Quando non serve? Quando dobbiamo compiere medie e lunghe
percorrenze, per le quali è senz’altro meglio avere una
media cilindrata.&lt;br&gt;C’è
però un problema: se desiderate mantenere entrambe le vetture,
dovrete pagare due assicurazioni (e due bolli). &lt;/font&gt;




&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;&lt;b&gt;&lt;font face=Verdana&gt;ASSICURAZIONI
A KM&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Se, invece di pagare
l’assicurazione basandosi sul tempo – cosa assai curiosa, visto
che l’auto è un bene destinato a spostarsi nello spazio –
misurassimo il “premio” assicurativo in base alla percorrenza?
&lt;br&gt;In fin dei conti, sarebbe come la ricarica di un qualsiasi
cellulare: pago per 10.000 chilometri e, quando m’accorgo d’esser
giunto a 9.500, faccio una ricarica. Frodi? Impensabile, poiché
basterebbe un semplice contatore piombato (modello gas o acqua, ma di
modestissime dimensioni) ed una pena severa per chi si scordasse di
“ricaricare” l’assicurazione oppure, peggio, tentasse di
manomettere il congegno. Sei mesi di &lt;u&gt;vera ed irrevocabile&lt;/u&gt;
sospensione della patente sarebbero un ottimo deterrente. Un
apparecchio elettronico potrebbe inviare un segnale acustico quando
il “credito” sta per esaurirsi, ed un parallelo segnale sulla
rete GSM alla compagnia assicuratrice.&lt;br&gt;A quel punto, potremmo
usare l’auto a bassissimo consumo per gli usi comuni, e riservare
l’altra per le lunghe percorrenze: ad esempio, 10.000 Km l’anno
con la “piccola” e 5.000 con la “grande”. L’altra auto,
ferma, non costerebbe nulla.&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p style="margin-bottom:0cm"&gt;&lt;font face=Verdana size=3&gt;Eminenti
dirigenti politici (come il senatore a vita Merzagora e le Generali)
sono stati al vertice dei gruppi assicurativi: il conflitto
d’interessi, non è nato ieri. &lt;br&gt;Mi rendo conto che la
situazione è più complessa (il computo degli incidenti
viene effettuato sull’intero parco auto, ecc) però, sapere
che si paga soltanto se si circola, sarebbe un buon impulso di
“consapevolezza” nell’uso dell’automobile. &lt;br&gt;In altre
parole, sarebbe un intervento non solo economico ed ambientale
(risparmio di carburante), ma un piccolo passo verso la decrescita,
perché indurrebbe una riflessione cosciente: appena giro la
chiavetta, spendo, altrimenti, nulla. &lt;/font&gt;

 &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5414825038112796330&amp;page=RSS%3a+LA+DITTATURA+DELLE+ASSICURAZIONI&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=touching-the-sun.spaces.live.com&amp;amp;GT1=touching-the-sun"&gt;</description><comments>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!696.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!696.entry</guid><pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:32:05 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://touching-the-sun.spaces.live.com/blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!696/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!696.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-06T14:33:50Z</dcterms:modified></item><item><title>PANE E SPECULAZIONE</title><link>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!537.entry</link><description>&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-size:14pt;font-family:Verdana"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;i&gt; I prezzi delle materie prime
        alimentari stanno crescendo rapidamente anche a causa dei consigli dati
        da Goldman Sachs (una delle banche private più potenti e influenti al
        mondo) e da altri speculatori, di investire nei beni di origine
        agricola, zucchero, mais e soprattutto grano.
        &lt;br&gt;
        Anche se siamo in presenza di un tracollo globale (e i mutui subprime
        statunitensi ne sono l'avvisaglia, la punta dell'iceberg) le persone,
        potranno fare a meno di rame, ferro, nichel, ecc. ma non potranno mai
        fare a meno di mangiare! Ecco perché i potenti gruppi mondialisti, i
        grandi speculatori, che sono dietro alla corsa del controllo alimentare
        del pianeta, stanno provocando un aumento stratosferico dei relativi
        prezzi...&lt;br&gt;
        Le soluzioni potrebbero essere: produzione locale, decrescita, Gruppo di
        Acquisto Solidale, ecc... &lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14pt;font-family:Verdana"&gt;                            &lt;font size=6&gt;Nel
        GRANO il potere del futuro&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Uno degli effetti della disgregazione economica (&lt;a href="http://www.centrofondi.it/report/report_10_03_06.pdf"&gt;http://www.centrofondi.it/report/report_10_03_06.pdf&lt;/a&gt;)
        attuata da chi veramente controlla attualmente il mondo è proprio
        l’aumento esorbitante del grano che ha fatto “lievitare”, è
        proprio il caso di dire, il prezzo di farina, pane, pasta. 
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="font-weight:bold" align=center&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;
         &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;
        &lt;img src="http://www.disinformazione.it/images/grano_1.jpg" border=0 height=319 width=642&gt;
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Oggi, non bisogna essere dei complottisti per capire che la
        politica del liberalismo e della globalizzazione degli anni ’90 aveva
        come obiettivo la completa riduzione in schiavitù dell’intera
        popolazione mondiale. Attraverso le politiche imposte dal WTO &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_Mondiale_del_Commercio"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_Mondiale_del_Commercio&lt;/a&gt;
         organizzazione sovranazionale al quale obbediscono supinamente 150
        stati (praticamente tutto il mondo industrializzato), si è arrivati
        alla distruzione completa dei mercati interni dei singoli paesi a favore
        delle importazioni in mano ai grandi gruppi.
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;La distruzione dei mercati interni, avvenuta in appena 12
        anni (dalla nascita del WTO) e  con una velocità che ha spiazzato
        numerosi imprenditori, ha portato i singoli stati ad essere
        completamente dipendenti dalle importazioni, specialmente in campo
        alimentare e soprattutto nel settore strategico per un paese, quello del
        grano. Fino agli anni ’80 la produzione di grano era simbolo di potere
        e Stati Uniti e Russia si confrontavano anche dalla quantità di grano
        prodotta e l’Italia era tra i maggiori produttori mondiali, vista
        anche la nostra dieta mediterranea. Oggi siamo costretti ad importare
        oltre il 40%, con la tendenza in aumento, mentre solo pochi anni fa
        avevamo praticamente l’autosufficienza. 
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Le ragioni di ciò sono facili da immaginare se pensiamo
        che solo nel 1985 il costo del grano al quintale era di 50.000 lire
        mentre solo qualche mese fa era arrivato a 12 euro (24.000 lire), o se
        pensiamo che la comunità europea elargiva contributi per non coltivare
        grano. Anche se oggi siamo arrivati a 22 euro al quintale pagato al
        produttore, siamo ancora lontani dal giusto prezzo che remunera i
        notevoli aumenti dei costi che gli agricoltori hanno dovuto sopportare
        dal 1985 ad oggi.
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;La politica dei biocarburanti poi rischia di far
        precipitare le cose, come ha già fatto in Messico dove il pane (la
        tortillas) è già aumentata di oltre il 400% in pochi mesi.
        
        &lt;br&gt;
        A fronte di un prezzo del grano, pagato al produttore, di 22 euro al
        quintale (oggi!) abbiamo un prezzo del pane che come media costa 270
        euro al quintale (2,7 euro al chilo) ovvero 12,27 volte (!!!) superiore
        al prezzo percepito dall’imprenditore agricolo, se non è speculazione
        questa…
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Piccolo dato statistico dal 1985 il pane è aumentato del
        419% mentre il prezzo ai produttori è costantemente sceso.
        
        &lt;br&gt;
        Il problema agricolo e in special modo quello relativo al grano oltre ad
        avere un impatto sulle nostre finanze già allo stremo dai debiti e
        dalle voracità famelica di uno stato allo sbando, rischia di mettere in
        serio pericolo l’indipendenza e la nostra libertà (anche se oggi è
        già  fortemente compromessa).
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Una via di salvezza ovviamente c’è e adesso sta
        diventando imperativo metterla in atto. Stiamo parlando del risanamento
        delle economie locali e in particolar modo del progetto per
        l’agricoltura &lt;i&gt;Il sapore del cuore&lt;/i&gt; &lt;a href="http://www.centrofondi.it/articoli/sapore_cuore_progetto.htm"&gt;http://www.centrofondi.it/articoli/sapore_cuore_progetto.htm&lt;/a&gt;
        un progetto aziendale che permetterebbe ai produttori di ottenere con
        l’accorciamento della filiera agroalimentare di poter ottenere un
        prezzo giusto dalla loro produzione e poter dare al consumatore finale
        un prodotto di qualità superiore ad un costo inferiore, visti i rincari
        odierni. Arrivare ad un prezzo del pane di 1,5 euro (150 euro al
        quintale) è possibile e consentirebbe a tutti la soddisfazione e lo
        stesso potrebbe accadere con l’ortofrutta, latte, carne ecc.
        
        &lt;br&gt;
        La ricostruzione della filiera agroalimentare senza inutili e dannosi
        passaggi è l’unica strada che ci porta a riconquistare la sovranità
        alimentare che è anche il primo pilastro dell’economia locale e
        nazionale.
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Il prezzo del petrolio oggi ai massimi storici quasi a 80$
        e la consapevolezza che il suo picco di produzione è già stato toccato
        &lt;a href="http://www.centrofondi.it/report/report_03_05_07.pdf"&gt;http://www.centrofondi.it/report/report_03_05_07.pdf&lt;/a&gt;
         ci spingono verso la produzione locale. Le merci di fronte ad un
        costante aumento dei prezzi dell’energia petrolifera non potranno
        continuare a fare migliaia di chilometri prima di essere vendute e
        consumate o i loro prezzi schizzeranno alle stelle (e lo stiamo già
        vedendo). Rafforzare le economie locali, magari con l’ausilio di una
        moneta complementare come, Ecoroma, Scec, Tau ecc., ricostruire filiere
        produttive ormai quasi estinte, ci consentirà di avere economie locali
        più forti e autonome che potranno scambiarsi merci e servizi tra di
        loro (ri)costruendo così una economia nazionale. 
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Risanare il piccolo per guarire il grande sarà il motto
        dei prossimi giorni, mesi, anni, ovvero
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;p style="text-align:justify;font-weight:bold"&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Pensare globalmente e agire localmente
        
        &lt;br&gt;
        &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Questa situazione critica ha portato anche ai massimi
        dell’oro e a infrangere i minimi del dollar index (ma potrebbe essere
        una trappola), mentre l’euro ha toccato (anche lui) i massimi storici.
        
        &lt;br&gt;
        Quindi massimi per petrolio, grano, oro e euro e minimi per il dollaro,
        un mix esplosivo che potrebbe portare a breve ad una crisi valutaria
        imponente.
        
        &lt;br&gt;
        Siamo quindi ad un punto cruciale per tutto questo nostro pazzo, pazzo
        mondo e qualcosa di importante sta per succedere anche se secondo noi
        ora molto probabilmente ci sarà una reazione del dollaro che spengerà
        la miccia di questo momento esplosivo, ma come abbiamo detto
        nell’ultimo report sarà solo per poco…
        
        &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;
        &lt;font style="font-weight:bold" size=5&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Verdana"&gt;Comunque sia sarà bene stare con gli occhi bene aperti e
        molto attenti.
        
        &lt;br&gt;
        That’s all folks&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=5414825038112796330&amp;page=RSS%3a+PANE+E+SPECULAZIONE&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=touching-the-sun.spaces.live.com&amp;amp;GT1=touching-the-sun"&gt;</description><comments>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!537.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!537.entry</guid><pubDate>Tue, 25 Sep 2007 09:52:03 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://touching-the-sun.spaces.live.com/blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!537/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://touching-the-sun.spaces.live.com/Blog/cns!4B2552AEE59AAEAA!537.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2007-09-25T09:52:03Z</dcterms:modified></item></channel></rss>