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IL BLOG DI ICARUSBenvenuti! lasciate un commento o un saluto nel guestbook in fondo alla pagina .Grazie
August 19 CONTINUANO A MENTIRCI! GUERRA IN GEORGIA : CONTINUANO A MASCHERARE LA VERITA' Guardate bene queste foto dell’agenzia Reuters, che mostrano alcune “vittime dei bombardamenti russi”. In realtà, il ragazzo “morto” nella prima foto, è lo stesso ragazzo che il padre amoroso abbraccia gridando e piangendo nella seconda foto. ![]() Questo padre amoroso è lo stesso personaggio che appare nella prima foto in camicia nera. S’è tolto la camicia per il secondo ciak. ![]() Lo stesso padre amoroso appare in solitario mentre continua a gridare fra le maceria. S’è cambiato un’altra volta. Adesso ha una T-shirt sotto la camicia nera di prima. ![]() Tutto falso, da teatro di posa. COSA CI NASCONDONO. La storia inizia quando l’Ossezia del sud, una regione della Georgia, reclama la propria indipendenza. La Russia sta a guardare ammiccando, anche perché fa molto comodo avere all’interno di uno “Stato nemico”, comprato dalle due potenze atomiche Usa e Israele, un satellite che crea destabilizzazione. La Georgia (totalmente filo israelostatunitense) non ci sta e bombarda nella notte e alle prima ore dell’alba dell’8 agosto la Repubblica dell’Ossezia.[1] La Russia a questo punto non sta più a guardare, e forse era proprio quello che aspettava: invia l’aviazione e inizia lo scontro armato. Si parla già di oltre 2000 morti, ma le cifre come sempre accade in questi casi, sono destinate a salire. In maniera sincronica, come sempre accade in questi casi, parte la propaganda mediatica, e le immagini che circolano nei telegiornali di Regime sono esclusivamente le immagini di distruzione e morte provocate dall’aviazione russa in Georgia. Ma non arrivano invece le immagini del fuoco georgiano che avrebbe provocato nelle sole prime ore 1600 morti e pesanti devastazioni.[2] Come mai le foto e i video si
concentrano sulle vittime della controffensiva russa a Gori o in altre
città maggiori georgiane, quando almeno tre quarti dei 40.000 profughi
censiti dalla Croce Rossa risultano essere osseti?[3]
Fin dall’inizio, sul sito www.debkafile.com molto vicino al Mossad
israeliano, si evince che anche in questo scontro armato il piccolo
stato di Sion gioca un ruolo importante, naturalmente oltre a
l’onnipresente America.
Nulla di nuovo all’orizzonte: il democratico stato d’Israele, possessore di centinaia di testate atomiche, vende armi e fornisce consulenza d’intelligence e militare a tutti paesi considerati “amici” o semplicemente “utili” per qualche scopo…
Ricorda molto da vicino la triste vicenda dell’Afghanistan, quando i talebani erano finanziati, addestrati e armati dall’intelligence militare USA per combattere l’invasione delle truppe sovietiche al confine. Tutto ha iniziato a incrinarsi non a seguito della false-flag dell’11 settembre, ma quando gli “studenti del Corano” hanno iniziato a mettere i bastoni tra le ruote alla costruzione dell’oleodotto (da 1 milione di barili di petrolio al giorno) della statunitense Unocal che doveva passare proprio per il loro Paese. Risultato: i talebani, assieme a decine di migliaia di civili innocenti, sono stati massacrati e le città e i villaggi, rasi al suolo!
August 10 GUERRA RUSSIA - GEORGIA : IL PERCHE'GUERRA RUSSIA - GEORGIA : IL PERCHE' La guerra coincide con le richieste d’ingresso nella Nato. Non è un caso che la situazione in Georgia si è scaldata proprio alla vigilia
del vertice Nato di Bucarest (2-4 aprile), dove gli Stati Uniti hanno cercato di
vincere le resistenze degli alleati europei – soprattutto Germania e Francia –
all’ingresso nell’Alleanza atlantica delle ex repubbliche sovietiche di Georgia
e Ucraina. Una sfida aperta alla Russia, pronta a qualsiasi compromesso pur di contenere l’espansionismo a est della Nato. Un obiettivo vitale per il
regime georgiano del nazionalista Mikheil Saakashvili, che vuole il sostegno della
Nato per riconquistare militarmente le regioni separatiste di Ossezia del Sud
e Abkhazia, protettorati russi che gli Usa hanno ‘barattato’ con Mosca in cambio
dell’indipendenza del Kosovo. Saakashvili lo sa bene e non si fa scrupoli a minacciare
la stabilità della strategica regione caucasisca per ricattare l’Occidente.Le risposte di Mosca al progressivo surriscaldarsi delle relazioni con Stati Uniti e Occidente sono state, nel tempo, improntate a un nostalgico sfoggio di potenza: sospensione del Trattato per la limitazione delle armi non convenzionali, esercitazioni militari dei bombardieri a lungo raggio sull'Atlantico, minaccia di puntare i propri missili su Ucraina ed Europa. Ma la ritorsione più efficace, se le sollecitazioni di Bush avranno buon gioco sull'apertura del Map per Ucraina e Georgia, potrebbe avere pesanti conseguenze anche per i Paesi europei: la chiusura dei rubinetti di gas naturale a Kiev causerebbe un contraccolpo su tutta l'Europa occidentale, dipendente da Mosca nell'approvigionamento di gas e petrolio. Proprio la carta energetica potrebbe essere l'arma migliore che il Cremlino ha a disposizione per allontanare il più possibile un incubo: di trovarsi a Kiev, nucleo radiante della storia e del popolo russo, le armi e gli uomini dell'Alleanza Atlantica. GUERRA RUSSIA-GEORGIA
Georgia e Russia sono ormai in guerra per l'Ossezia del sud. Dopo l'offensiva
ieri all'alba da parte di Tbilisi contro la capitale sud-osseta Tskhinvali, semidistrutta
dai tank georgiani, carri armati russi sono intervenuti a sostegno dei separatisti,
e questa mattina raid aerei di Mosca hanno "completamente devastato" il porto
georgiano di Poti, oltre ad aver colpito postazioni militari nella città di Gori.
![]() Centinaia di morti. Secondo fonti sud-ossete, i morti provocati dal raid georgiano sarebbero 1.600: poco prima, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov aveva parlato di 1.500 morti, mentre il vicepremier susso Sergey Sobianin ha affermato che i profughi sud-osseti sono circa 30mila. Da parte georgiana, invece, il bilancio degli scontri non supera le 30 vittime. Secondo fonti militari moscovite, almeno 15 peacekeepers russi sono morti e una trentina di altri sono rimasti feriti. Nel primo pomeriggio anche l'Abkhazia, l'altra repubblica georgiana di fatto separata da Tbilisi e appoggiata da Mosca, ha dato al via un'offensiva contro i georgiani, aprendo un nuovo fronte nel conflitto. La Georgia, intanto, ha annunciato il ritiro del suo contingente in Iraq (duemila uomini) per ripiegare sul fronte apertosi in patria. Mentre gli Usa, alleati della Georgia, hanno chiesto inutilmente un cessate il
fuoco e Bush si dice "profondamente preoccupato" per la situazione, a New York
ieri il Consiglio di sicurezza dell'Onu - dove la Russia ha potere di veto - non
è riuscito per due volte a trovare l'accordo su una dichiarazione congiunta per
la tregua. Oggi il Consiglio sarà convocato nuovamente.
Confronto. L'escalation è cominciata venerdì 8 agosto all'alba. Dopo l'annuncio del giorno
prima da parte del presidente georgiano Michail Saakashvili di un immediato cessate
il fuoco, durante il quale era stata rilanciata ai ribelli la proposta di un "avvio
immediato dei colloqui" e una "piena autonomia" della regione separatista, la
situazione è inspiegabilmente precipitata: le forze georgiane hanno bombardato alcuni
villaggi e carri armati sono penetrati nella capitale Tskhinvali, distruggendo
l'ospedale e l'università.La dichiarazione del presidente georgiano era arrivata in serata, dopo una giornata
di scontri e bombardamenti che giovedì hanno provocato decine di feriti e costretto
la popolazione osseta a nuovi sfollamenti. Le accuse sono, come sempre, reciproche:
Tbilisi dichiara di aver reagito al fuoco dei ribelli, che sostiene essere appoggiati
e armati da Mosca. La tregua è stata rotta solo poche ore dopo l'annuncio di Saakashvili,
che ha promesso di 'restaurare l'ordine costituzionale'. Da quel momento gli eventi
si sono succeduti in maniera frenetica.
Botta e risposta. I georgiani erano accusati da giorni di ammassare migliaia di truppe e mezzi
blindati al confine per sferrare un attacco su larga scala. Così Mosca qualche
giorno fa: "La Georgia sta preparandosi per la guerra", recitava un comunicato
del ministero degli Esteri russo. Pronta, come da copione, la risposta del presidente
georgiano Michail Saakashvili: "Non vogliamo la guerra. Non è nel nostro interesse",
seguito a ruota dal ministro georgiano per la riunificazione, Temur Iakobashvili:
"La Russia sta orchestrando un tentativo di creare l'illusione della guerra".
Le relazioni tra Mosca e Tbilisi sono tese da mesi a causa delle ambizioni georgiane
di diventare membro della Nato. Centinaia di truppe di peacekeeper russi sono
presenti sul territorio sud-osseto come forza-cuscinetto.Ieri all'alba è scattata l'offensiva, giustificata dal fatto che "stanno giungendo
in loco reparti di volontari dalla Russia e siamo stati costretti a ristabilire
l'ordine costituzionale", ha detto il primo ministro georgiano, Vladimir Gurghenidze. Otto
villaggi osseti a maggioranza georgiana sono stati occupati dall'esercito georgiano, penetrato
coi tank nella capitale. Secondo il Cremlino, alcuni peacekeeper russi sarebbero
morti nel blitz georgiano. Le 'ritorsioni' promesse da Putin nel primo pomeriggio
si sono concretizzate con raid aerei russi contro una base militare a 25 chilometri
da Tbilisi e con l'ingresso di carri armati nella capitale sud-osseta Tskhinvali,
semi-distrutta dai georgiani. Le forze sud-ossete hanno ripreso il controllo della
capitale. Russia e Georgia sono 'molto vicine alla guerra, se già di guerra non
si tratta', ha detto un militare del Consiglio georgiano per la sicurezza nazionale.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha parlato di "informazioni in
nostro possesso che testimoniano l'attuazione di una pulizia etnica nei villaggi
sud-osseti, di un aumento esponenziale dei rifugiati e del panico delle popolazioni
in fuga dalle zone colpite".
Negoziati. E' fallito così ogni tentativo di mediazione che le diplomazie della regione
stavano faticosamente tentando di raggiungere. Il rappresentante russo, Yury Popov,
si era recato tre giorni fa in visita a Tbilisi con l'intenzione di incontrare
Iakobashvili a Tskhinvali. Il presidente sud-osseto, Eduard Kokoity aveva tuttavia
avvertito Popov che una visita alla capitale dell'Ossezia del sud sarebbe stata 'pericolosa'
a causa dei bombardamenti georgiani, e che le forze sud-ossete avrebbero attaccato
le postazioni al confine, se le operazioni fossero continuate. Separatismi. A complicare le cose, oggi è intervenuta anche l'Abkazia, altra repubblica georgiana
separatista e filo-russa, che ha annunciato l'inizio di un'offensiva per liberare
la gola di Kodori dalle truppe georgiane, che la occupano dal 2006 e vi hanno
stabilito un governo fantoccio. Dalla capitale Sokhumi, già giorni fa le autorità
abkaze avevano fatto sapere di non voler prendere parte all'eventuale tavolo negoziale.
Come l'Ossezia del Sud, anche l'Abkhazia è formalmente nel territorio georgiano
ma sostanzialmente autonoma dal crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. Una guerra
di due anni, nel 1993, ha portato all'esodo di massa della popolazione georgiana.
Si stima che tra i 3mila e i 10mila cittadini georgiani furono uccisi nell'ambito
di quella che molti hanno definito come un'operazione di 'pulizia etnica'.August 04 CANADA : KILLER DECAPITA E MANGIA LA VITTIMACanada: un uomo decapita un passeggero di un bus e poi si nutre d'essoDopo avergli dato 40-50 coltellate, gli ha tagliato la testa ed è sceso reggendola per i capelli. Su internet, poi rimosso, un audio della polizia: «Sta mangiando dei pezzi»PORTAGE-LA-PRAIRIE (Manitoba) - Orribile delitto in Canada. Tim McLean, 22 anni, è stato accoltellato e decapitato mentre si trovava a bordo di un pullman di linea della Greyhound tra Edmonton a Winnipeg. Secondo alcuni dei 36 passeggeri che si trovavano a bordo, l’assassino avrebbe agito senza una ragione apparente. Dopo essersi accanito sul corpo del giovane con quaranta coltellate, l’uomo gli ha tagliato la testa. La polizia ha fermato il mezzo nei pressi di Portage-la-Prairie e ha arrestato l’assassino: Vince Weiguang Li, 40 anni.
CON LA TESTA SULLA
PORTA - Gli inquirenti non sono ancora in
grado di spiegare le circostanze che hanno spinto l’omicida a agire
con tale violenza. Uno dei testimoni ha raccontato che dopo che tutti
i passeggeri sono scesi dall’autobus, l’uomo si è
presentato alla porta del veicolo con la testa del giovane in mano.
«Abbiamo sentito un grido e ci siamo girati. Abbiamo visto un
uomo in piedi che pugnalava un passeggero, con almeno 40-50
coltellate». L’autobus si è allora fermato e i
passeggeri sono scesi precipitosamente mentre l’uomo ha cominciato
a tagliare la testa al giovane. «Mentre infilava il pugnale nel
corpo della vittima, l’uomo era calmo, sembrava un automa».
Secondo un'altra testimonianza, invece, la vittima stava dormendo.
L'assassino «ha cominciato a colpirlo fino a staccargli di
netto la testa». Dopo aver percorso il corridoio e averla
lanciata a terra, è poi tornato tranquillamente a sedersi in
fondo al pullman, dove è rimasto fino all'arrivo della polizia
nella prima piazzola di emergenza. E' UN
CANNIBALE - Si aggiungono dettagli
raccapriccianti sulla vicenda dell’uomo che nei giorni scorsi ha
ucciso e decapitato un passeggero su un bus canadese. Il killer,
Vince Weiguang Li, sarebbe un cannibile. Il particolare emerge da una
comunicazione radio della polizia finita su internet e poi rimossa.
«Badger (ndr nome in codice
dell'omicida) è nel retro del bus, sta
tagliando dei pezzi e li sta mangiando» si sente nella
comunicazione che dura circa 80 secondi e viene ripresa da numerosi
media canadesi.
PERIZIA PSICHIATRICA - Vince Weiguang Li, senza avvocato, è
costantemente monitorato nel carcere di Winnipeg, capitale del
Manitoba. Il pubblico ministero ha chiesto una perizia psichiatrica ma
il giudice ha rinviato la questione alla prossima udienza, martedì
prossimo, in attesa che l’imputato abbia rappresentanza legale. «Come
molti canadesi, provo orrore di fronte a quanto accaduto» ha detto il
ministro federale della Pubblica sicurezza, Stockwell Day. August 03 GLI EDIFICI + STRANI DEL MONDO
Una compilation di edifici e strane architetture in giro per il mondo.
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